S. e i colloqui (continua)

La povera S. si ritrova nuovamente ad essere protagonista di un mio articolo.

Anche questa volta mi tocca raccontare un episodio spiacevole, un ennesimo colloquio di merda. Mi telefona chiedendo il mio parere su un’azienda, che chiameremo Matrix 3.

No, non era presente nel mio elenco di aziende truffa. L’annuncio era per segretaria, non mi sa dire altro. Le ricordo i passi obbligatori per annusare le truffe, augurandole buona fortuna.

La stanza era piccola, due pouf sui quali i candidati alla selezione per segretaria dovevano sedersi, alternandosi, di frotne ad una scrivania con scritto “back office”. La scritta in questione, stampata in A4 e attaccata con lo scotch, avrebbe fatto scappare molti. Non basta come indizio?
Il livello medio dei candidati era basso, come le dissero pochi minuti dopo, S. era l’unica laureata tra i venti sfortunati presenti. Alcuni di loro con accompagnatore al seguito, madre o fidanzato, speranzosi di un’assunzione presso Matrix 3, compilavano l’ormai onnipresente form prima del colloquio.

Nome, cognome, esperienze, titolo di studio, hobby, p.IVA, eccetera.

Fanno entrare S.

Il capo, uomo sulla quarantina, puzza di dopobarba. Uno di quelli da 3 euro che regalano a Natale, insieme allo shampoo. Capelli impomatati come solo John Travolta poteva sfoggiare, marcatissimo accento, mani ingiallite dalla nicotina.

Le fanno i rituali complimenti per il suo curriculum, le chiedono delle esperienze pregresse. Avendo già annusato la fregatura, fece domande. Si dimostrò attiva.

“in cosa consiste il lavoro?”

“quali sono le mansioni?”

“di cosa vi occupate?”

Vedendosi davanti una ragazza con più di dieci neuroni, attenta lettrice di un blog e dei suoi consigli, il capo di Matrix 3 pronunciò le parole-allarme: commerciale, flessibilità, marketing.

Ecco come svelare un call center mascherato.

Lei interruppe subito: “Ascolti, nell’annuncio non c’è nulla di tutto questo, volete rifilarmi un’altra cosa”.

Non serviva una segretaria ma un’operatrice call center per la vendita di prodotti finanziari. S. lo capì in fretta, riprese il suo CV, strappò il form compilato, si alzò e se ne andò via.

Per fortuna ha perso solo mezz’ora del suo tempo, imparando una lezione. Il mio pensiero è rivolto verso chi è cascato nella trappola, verso la segretaria che non fa la segretaria.

 

 

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