L’insostenibile leggerezza di Trump

Al bando ogni allarmismo.

Essendo un avversore di ogni teoria complottista filo massonico-templare-nuovo ordine- poteri forti, ho voluto dare un’occhiata più approfondita ai cambiamento politico economici del 2016.

Non volendo subire la paura che personaggi più o meno famosi hanno diffuso al riguardo, ed approfittando del caos informativo di questi giorni, in vista del Referendum, ho cercato di collegare i fatti, vedendoli nel loro insieme, con tranquillità.

E’ stato detto, in occasione del referendum inglese sulla Brexit, che l’apocalisse era ormai vicina, che

la Regina sarebbe dovuta ricorrere a mettere in vendita i gioielli della corona, che tutti gli italiani a Londra sarebbero dovuti ritornare a fare i disoccupati qui in Italia. Nulla di tutto questo.

Per fare internazionalizzazione, le PMI italiane le PMI italiane devono avere un export manager che conosce molto bene l'inglese

Anzi, la borsa di Londra è in attivo negli ultimi 6 mesi, +7.99%.

Negli Stati Uniti? Per due anni è stato detto di tutto e di più circa Donald Trump, sulla sua misoginia, sulle sue gaffe, sui suoi capelli. Dopo il 4 Novembre, tutti gli analisti, gli stessi che avevano previsto la sua sconfitta, prevedevano un ennesimo apocalisse economico. Anche qui la Borsa di New York è in attivo +5% dalla vittoria del tycoon.

Per tutti coloro i quali erano in attesa della distruzione nucleare, devo dare brutte notizie. Non arriverà mai. E neanche l’apocalisse economica.

Cosa accomuna i fatti in questione? L’elezione di Trump, la Brexit, l’ascesa di partiti come il Front Nationale in Francia guidato da Le Pen, la Lega Nord e il M5S in Italia, Podemos in Spagna. E’ possibile vedere come il loro trionfo sia legato ad un unico fattore, ultimamente sottovalutato.

Il rifiuto della Globalizzazione.

In campagna elettorale, Trump si distaccò notevolmente dalla sua rivale per una marcata tendenza isolazionista nei confronti della politica economica, come il predecessore Henry Truman nel 45 o altri. Rifiuto del TTIP, del NAFTA (North Maerica Free Trade Area)barriere doganali con Messico, Canada, Cina e India, limite o blocco dell’immigrazione, nazionalismo marcato, possibile uscita dalla NATO, nessuna intrusione in affari esteri (Libia, Siria, Iran).
In Inghilterra la Brexit ha ottenuto la sua vittoria con argomenti simili, riassunti nel rifiuto di sottostare a leggi economiche dettate dai tecnoburocrati di Bruxelles. E dalla volontà di poter decidere autonomamente i propri regimi fiscali, dazi doganali, barriere agli immigrati, politiche economiche.merkel_prays

E’ probabile che questi vent’anni di globalizzazione, con buona pace a tutti i professoroni universitari che hanno comprato casa grazie ai libri scritti al riguardo, siano stati in parte un fallimento. Che le politiche di apertura ai mercati, di abbattimento di barriere all’ingresso di prodotti, che l’ideologia del libero scambio sia stata fallimentare. O che sia stata percepita come tale.

Se l’isolazionismo mostra i suoi proseliti, in tutto il mondo, non è solo demagogia o populismo. Anche se solo di populismo si è parlato.

Cosa comporta questo?
Nella teoria economica, l’isolazionismo e politiche protezioniste tendono ad aumentare il costo dei prodotti esteri, ed abbassare quello dei prodotti interni. Si fanno leggi per agevolare le industrie interne, proibire o punire le delocalizzazioni.

Questo, come tante altre cose, ha i suoi pro e i suoi contro, i suoi avversari e i suoi sostenitori.

La tendenza ad isolarsi ha il suo fascino per molti. Anche qui in Italia l’idea della Lira, della chiusura dei confini, l’odio verso la ricca e perfetta Germania, la paura verso lo straniero (quello povero ovviamente) ed il crescente amore verso Vladimir Putin possono essere letti sotto questo aspetto. Se l’Europa ha fallito, se la globalizzazione e l’euro ci hanno resi più poveri, se le leggi di Bruxelles ci obbligano a tagliare la spesa pubblica allora tutti a casa.
Non dico sia giusto. Dico solo quello che si pensa in giro. L’isolazionismo è una tentazione, il voler prendere un’altra strada. Il bambino che se ne va a casa portandosi dietro il pallone.

E’ probabile comunque che si voglia tentare un’altra strada, in USA e nel Regno Unito, un’alternativa alla globalizzazione e all’eurogermanismo.
Posso solo dire che i fatti denotano un cambiamento, non necessariamente disastroso.

 

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