Quando i truffatori bussano alla tua porta.

A volte preferiresti i Testimoni di Geova.

Accade sempre nelle mattinate tristi, quelle grigie, niente sole e niente pioggia. Tu sei a casa a sbrigare le tue faccende, a lavorare, a smanettare al pc, magari ti devi riprendere dalla serata precedente con annessa aratone di Netflix.

Questa mattina, invece del corriere di Amazon, arrivano due ragazzi.

Citofonano e li riconosco immediatamente, dal look inconfondibile. Entrambi giacca e cravatta, non più di 25 anni. Il look dovrebbe farli apparire formali ma i dettagli sono inconfondibili, capelli ingellati, scarpe lucide usurate, cravatte da 5€, cartelletta sotto braccio dalla quale si intravede il logo di una compagnia energetica. Il loro sguardo è annoiato ma deciso, hanno appena citofonato ad ogni campanello.

Di solito li premono tutti, insieme. Sperando in una persona anziana che apra. Sentendo il classico “chi è?” la risposte è qualcosa tipo “Compagnia energetica” oppure “dobbiamo controllare il contatore”. Entrambe sono false.

Io li riconosco per quello che sono: poveri ragazzi costretti a lavorare per qualche soldo per aziende truffa come la Sharks (ne parlai mesi fa). Dovevo solo capire se erano due squali che volevano fregare mia nonna (abita qui accanto) oppure due malcapitati, che citofonano a caso. Contrariamente a quello che pensate, li ho fatti entrare. Non prima di aver legato il cane.

“E’ lei che si occupa della bolletta?” Iniziano così. Frasi di routine, continuano con il copione. “La signora che ci ha aperto è sua parente?”, “Quanto pagate di bolletta?”.

Sto al gioco, li lascio esporre il prodotto. Appreso a memoria.

Appena finiscono chiedo per chi lavorano. Loro rispondono “per l’operatore energetico x”

“no – rispondo io- voi lavorate per un’azienda che ha acquistato il mandato di vendita da x, con la quale non avete alcun rapporto”.

“voi lavorate per l’azienda a, b, c, oppure per la Sharks” continuai.

Al sentire la parola Sharks, sobbalzarono.  Non c’è nulla di male, ma lo videro come li avessi colti in flagrante. Ovviamente nessun cliente aveva mai nominato la Sharks, considerando che il loro target è l’ultrasessantenne con pensione minima.

Chiesi da quanto lavoravano li, e come mai erano finiti in questo quartiere.

Mi risposero da due settimane, erano arrivati a metà Novembre, insieme ad altri 10. Erano finiti qui perchè obbligati a fare contratti in questa zona. Obbligati per poter passare di livello, per accedere ai servizi per i migliori agenti, come i contratti prefissati dal call center. Per i contratti in quartieri residenziali (e non popolari, per loro è una differenza enorme) c’è un bonus. I nuovi vengono messi alla prova, iniziano con i contratti più difficili, come pecore in branco ai lupi.
Chiedo come sta Lady Shark, la loro titolare, la proprietaria della Sharks srls, azienda distaccata di un’azienda a livello nazionale, leader del porta a porta in Italia. Bene, risposero, e chiesero come facevo a saperlo. “Lavoravi alla Sharks?”

Dissi di no. Ed è vero. In una precedente avventura mi sono imbattuto con loro, ma per altri motivi. chiesi se amavano il loro lavoro, se era quello che volevano dalla vita. Uno mi disse che si guadagnava bene, che i migliori arrivano a 3000 euro al mese. Che entro Natale avrebbero comprato il nuovo iPhone. Ecco li la trappola. I soldi facili.

Tremila euro al mese? Contando una provvigione media di 50 euro, con la ritenuta d’acconto (niente partita Iva per i giovani) del 20%, benzina e pranzo a loro carico, è necessario fare 70 contratti. E nessuno deve andare KO (termine tecnico, indica un contratto non andato a buon fine, per qualunque motivo). I contratti vengono pagati a 60 giorni, ricordo loro. Per fare 70 contratti, con la media statistica della Sharks, occorrono 6000-7000 scampanellate. Farne 50 al giorno è una buona media, e ci vogliono 120 giorni, quattro mesi. Tremila euro in 4 mesi, se tutto va bene, 800 euro al mese, senza benzina e pranzi. Contiamo 80 euro di benzina al mese, 7 euro al giorno per caffe e pranzo (170 al mese)ovviamente da aniticipare. Circa 400 euro totali. Per 12 ore al giorno di camminate e imprecazioni.

Dissi che comunque il loro prodotto non mi interessava, e rassicurai circa i miei vicini.
Li mandai a salutarmi Lady Sharks, quello è un lavoro per gente spietata, e loro mi sembravano bravi ragazzi.

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