Povera S. un’altra truffa (parte 1)

Il bello di tenere una rubrica sulle truffe in campo lavorativo è che il materiale purtroppo non manca mai. Da semplice passatempo, un anno fa, la scrittura su questo sito sta diventando un impegno sempre più impegnativo. E ovviamente sempre più soddisfacente.

Oramai sono in grado di riconoscere ” a naso” gli annunci sospetti, le truffe. Se posso aiutare qualcuno, allora ho fatto il mio lavoro.

Purtroppo spesso capita ad S. di essere protagonista dei miei racconti. Manda centinaia di CV, le rispondono in pochi, e non sempre sono affidabili.

Mi chiama per accompagnarla ad un colloquio “sospetto”. Quartiere residenziale borghese, centro di Palermo. Uffici di notai, studi medici, e poi loro, i nostri eroi di oggi. Li chiamerò Ultra Travel. L’annuncio era per segretaria. Si presentano una dozzina. Per non imbarazzare S. con la mia presenza, resto giù, in contatto Whatsapp con lei.

La avverto subito: questa è una truffa. Come l’ho capito? Potrei dire dal citofono, dove l’etichetta Ultra travel era appesa con lo scotch (brutto segno), ma la locandina era palese. La Ultra Travel gestisce corsi di formazione per diventare agente di viaggi, presso il loro circuito. Mille euro a cranio, grazie.

Ci siete arrivati?

Al ritorno, S. mi stava raccontando cosa era accaduto. La interruppi subito, era facile prevedere cosa fosse accaduto lì. Gli step sono i soliti, quindi prestate attenzione:

1. Video\Slide demotivazionali. Ti mostrano un breve video e delle slide, dove “presentano l’azienda”,magari anche dei numeri a caso, per farti confondere. In realtà lo scopo è quello di farti sentire in colpa. Se c’è crisi, disoccupazione, la colpa è tua “che non diventi imprenditore di te stesso” oppure perchè “il mondo del lavoro è cambiato”. Loro ovviamente hanno la soluzione

2. Il questionario. Consegnano un piccolo form da compilare, con i tuoi dati personali. Male che vada e non cadi nella trappola, ti arriva un pò di spam.

3.Il colloquio individuale. Qui viene ribaltata la frittata, ti dicono che il contratto è in nero, periodo di prova, voucher, procacciare clienti. Le solite stronzate.

Ma la locandina era meravigliosa. S. si porta dietro tutto il materiale (che vi farò vedere, priomesso). L’immagine era quella di una ragazza, bionda, in posa da call-center. In piccolo intravedo una macchia verde, in basso a destra.

—————–CONTINUA—————-

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