Ma anche no. Ovvero quando rifiutare un lavoro

Leggo oggi su GQ un articolo sul tema “quando rifiutare un lavoro”, con annessi 12 punti interessanti, che vi incollo qui per comodità

Il tuo istinto ti dice di no
Sembra banale, ma ascoltare la propria voce interiore a volte è un bene. L’istinto può metterci in guardia da brutte situazioni, anche quando si tratta di lavoro.

Ti mettono fretta
Per prendere una decisione importante serve sempre un po’ di tempo. Se chi ha avanzato l’offerta inizia a metterti fretta, cerca di capire perché. In generale non è mai un buon segnale.

La posizione è vacante da tempo
Se sulla tua futura scrivania puoi contare le ragnatele e misurare i centimetri di polvere, cerca di capire come mai il posto sia vacante da così tanto tempo. Potresti scoprire tranelli contrattuali di cui non ti eri accorto all’inizio.

Le risorse umane parlano male della compagnia
Si sa, non dovrebbe mai accadere, eppure qualche commento ogni tanto scappa. Se in fase di colloquio il responsabile delle risorse umane critica i vertici della compagnia, o anche il resto dei dipendenti, significa che i malumori interni sono difficili da controllare. E un motivo ci sarà.

Il contratto non corrisponde alle aspettative
Prima di firmare, rileggi bene il contratto e assicurati che tutto quanto corrisponda a ciò che ti è stato promesso. Se così non fosse, oltre a chiedere le correzioni, inizia a diffidare: il giochino del “prometto, ma poi non mantengo” potrebbe ripetersi anche in futuro.

Il tono del colloquio cambia dopo l’offerta
Durante un colloquio, ovviamente, entrambe le parti tentano di presentarsi al meglio. Ma se dopo l’offerta contrattuale il tono della conversazione cambia radicalmente, allora inizia a dubitare.

Nessuno risponde alle domande
Nella tua mente hai una serie di domande molto chiare sulla posizione per cui sei stato contattato, ma apparentemente nessuno riesce a darti le risposte di cui hai bisogno. Non è per nulla un buon segno, lasciatelo dire.

I tuoi famigliari non sono d’accordo
Può anche essere che le persone con cui vivi non conoscano appieno il tuo settore di lavoro. Ma se il parere comune è quello che tu stia per compiere una sciocchezza, quantomeno considera l’idea che non siano tutti impazziti.

Gli altri dipendenti sembrano infelici
Prima di accettare, cerca di conoscere almeno un paio di quelli che potrebbero essere i tuoi colleghi. Dal loro umore potrai facilmente intuire che cosa ti aspetta.

Lo stipendio è la parte più allettante dell’offerta
La busta paga è importante, nessuno lo mette in dubbio. Ma sei davvero pronto a imbarcarti in un’avventura professionale di cui non sei convinto solo per qualche euro in più a fine mese?

Le risorse umane sembrano disperate
Chi ti sta proponendo il lavoro dipinge l’azienda come un paradiso terrestre, non evidenzia neanche un’eventuale punto negativo della mansione ed è pronto ad accettare ogni tua richiesta. Troppo bello per essere vero. E infatti probabilmente non lo è.

Concordo con quanto scritto, ma mi permetto di aggiungere qualc0s’altro. L’articolo è stato scritto fuori Italia, per lavoratori non italiani. Quindi capite bene che rifiutare un lavoro possa essere un lusso per alcuni, se non un miraggio.

In ogni caso, il tema va approfondito ed applicato al panorama italiano.

  1. Fai ricerche sull’azienda. Dopo l’offera, basta spendere dieci minuti su Google pr accertarsi di un paio di cose. Cosa produce l’azienda? Qual’è il sistema produttivo, l’organizzazione delle vendite? Ricerca “nomeazienda + truffa”, hai risultati positivi?
  2. Chiedi al colloquio. Rientra nei 12 punti sopraelencati, ma non ti spiegano cosa chiedere. ne ho parlato inmaniera approfondita in passato, e fare domande è la parte più importante del colloquio.
  3. I nodi vengono subito al pettine. Se non avete altre offerte, e lo spero caldamente per voi, provate. Di solito le fregature emergono la prima settimana di lavoro. Capisci subito se l’aria che tira è quella di una cloaca sudanese, se il capo è un egomaniaco tendente all’imprecazione, se gli stipendi arrivano ogni solstizio di primavera di anni bisestili. Se il gioco non vale la candela, scappa.
  4. Non sempre puoi adattarti. Il pensiero che ti può venire in mente è “se il posto è male, a me non interessa, basta che mi paghino”. Purtroppo non sempre va bene pensarla in questo modo. Se il lavoro è una merda, anche la retribuzione può essere una merda. Ricordati che hai un solo fegato, e devi volergli bene. In questo caso spenderesti dai tre ai sei mesi in un luogo poco salubre, per guadagnare qualche centinaio di euro, che spenderesti male.

Tempo fa è capitato anche a me di rifiutare, ma si trattava di aziende truffa. Quindi non faccio testo. Fatemi sapere se avete mai rifiutato un lavoro, e perchè.

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