Come investire il proprio tempo

Lo facciamo tutti. Ogni giorno, con cadenza quasi regolare. Non c’è nulla di male, non è necessario addossarsi colpe. Un pò di cazzeggio è necessario per la sopravvivenza. Sia esso il vedere video di gattini che giocano, “scrollare” il news feed di Facebook, giocare con lo smartphone. Tutti cazzeggiamo un pò, nessuno è una macchina.Il guaio è se il cazzeggio dura troppo, se ci prende tre ore al giorno, se la nostra lista di cose da fare si accumula. L’ozio crea dipendenza, e l’inattività crea disagi.

Nonostante il mio odio verso i felini online neanche io sono immune dallo zapping 2.0 di youtube. Mi accorgo dopo un pò che sono passate due ore, buttate nel cesso.
Che si fa allora? Se il cazzeggio ha la sua utilità, se aiuta a ridurre lo stress, a colmare un vuoto tra due attività, se la noia inizia a prendere il sopravvento, la questione diventa un’altra. Non si tratta più di prendersi un po di tempo, si tratta di gestirlo.
Non vi dirò di prendere un libro e leggerlo, non lo farete mai. Mettiamola così: se hai tempo libero per cazzeggiare, se hai lo sguardo spento mentre clicchi nel tuo pc, almeno cambia argomento.
Nel mio cazzeggio creativo, ho modificato i criteri di ricerca (non tutti ovviamente). E sono qui a proporvi qualcosa di utile (o di diverso, fate voi).

  1. Youtube. Un anno fa consigliavo i video del canale Fight mediocrity, dei quali ho fatto un paio di recensioni (ora da me rimosse per motivi editoriali). Oggi sono passato al canale di Marie Forleo, bellissima lei ed interessante il suo canale. I temi trattati sono il lavoro, l’economia e sopratutto la crescita personale. Le interviste sono ben condotte (sottotitolate in italiano).
  2. Libri. Oltre ai due che ho terminato (review in arrivo) ho iniziato “Tools of the Titans”. Ne ho sentito parlare come una specie di Bibbia motivazionale.
  3. 10\10\10. Una regola. Sfogliando il NY Times mi imbatto in un articolo “come prendere decisioni difficili”. Leggete l’articolo. Troverete la regola molto interessante.
  4. Scrivere. Oltre al blog, ho preso l’abitudine di scrivere un taccuino. Oltre alle mie to do list scrivo in stream of consciousness. L’ho trovato terapeutico. L’importante è che nessuno lo legga.

P.S se vi indignate per l’utilizzo del termine “cazzeggio” sappiate che è tratto da una Bustina di Umberto Eco, datata 1999

“e che ne sarà di quella pratica così indispensabile alla salute psichica che è l’insulto?”

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