[Guide] Gli inglesismi

E’ inutile dirvelo e ripeterlo. Il mondo del lavoro è cambiato. Ed è cambiata anche la lingua.

Un termine che ho odiato ai tempi dell’università mi è tornato utile di recente, scommetto che non lo conoscete:

Il Metalinguaggio.

Non è metafisica e non è metallico. E’ un concetto semplicissimo espresso in modo ostile, come piace ai professori. 
Il metalignuaggio è il linguaggio specifico utilizzato in un determinato campo del sapere, o nel nostro caso, in un determinato ambito lavorativo.

Esiste quindi il metalinguaggio giuridico (parecchio latino), il metalinguaggio aziendale (i nomi dei prodotti, i soprannomi, i modi di dire utilizzati quotidianamente), ed ovviamente il maledetto metalinguaggio economico.

Quasi tutti i termini utilizzati nel metalinguaggio economico sono di ceppo inglese, o peggio ancora sono neologismi inglesi.

Quelli più comuni li conoscete, “postare, bannare, flaggare, uppare, googolare, twittare”.
Sono semplici da capire e da utilizzare in una conversazione, anche se usati a sproposito.

Altri invece sono più ostili, ma vengono utilizzati in alcuni ambiti professionali, un esempio?

Funnel.

Non ho scritto male la parola tunnel, è proprio funnel. Vuol dire imbuto. 
E’ un concetto che mi sono ritrovato davanti ultimamente. Un concetto semplice espresso con un termine semplice. Il funnel è un modo di pensare del marketing.
Immaginiamo di avere un cartellone publicitario in città. Lo guarderanno in 10000 persone, 2000 lo guarderanno con attenzione, 500 saranno interessate, 50 entreranno in negozio, 10 compreranno.

Questo è (grosso modo) un funnel.
Si applica ai social media con riferimento al tasso di conversione: 10000 visite, 500 like, 50 messaggi, 5 comprano.

Influencer.

Chi è un “influenzatore”. E’ la versione web dei VIP, termine che ormai non utilizza più nessuno. Se hai una pagina Facebook con 1 milione di like, se hai una pagina instagram con 1 milione di like (o Youtube, Linkedin, Twitter, Blog), se quindi hai dei “numeri”, diventi un influencer. Diciamo che nessuno ti promuove, è una cosa automatica.

E cosa comporta? Che ci guadagni.

Ho letto tempo fa un post su un “tariffario” medio degli influencer in tutte le piattaforme web. A seconda della dimensione del tuo pubblico puoi richiedere un “cachet” (qualcuno utilizza ancora il termine?) variabile dal 200 a 10000€ a post.
No, non ci arrivo, quindi continuo a scrivere gratis.

 

Ciò che è importante è, una volta approdati in un nuovo luogo di lavoro,  apprendere il prima possibile il metalinguaggio utilizzato. Se sei nelle Risorse Umane devi imparare i nomi delle job description, se sei nel marketing devi imparare altro (io sto ancora imparando), se sei nelle vendite, amministrativo, Pr….

Ovviamente non utilizzare a sproposito i termini, o farai una brutta figura come quel tizio che, interpellato sul suo lavoro, rispose “io vendo Google” (call center che vendeva spazi pubblicitari fatti con AdWords)

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