[Storie] T e l’arte del sushi

Ancora una volta qualcuno mi racconta le proprie disavventure lavorative.

Era da un pò di tempo, in effetti, che non ascoltavo storie di BadWork. Questa volta il protagonista mi ha raccontato i retroscena di un ambito nel quale non ho mai messo piede: i ristoranti.

T. ha lavorato per anni nel settore della ristorazione, arrivando a ricoprire ruoli di responsabilità ed a raggiungere un livello di esperienza e competenze che la rendono un’ottima risorsa. Specializzandosi ha maturato un’ottima capacità di relazionarsi ai clienti, mostrandosi sempre cortese, elegante e preparata.

Puntualizziamo un paio di cose: il target dei ristoranti in questione è medio-alto. Si parla di ristoranti dove si serve sushi, non all-you-can-eat ma ristoranti da coperti superiori a 50 euro, stelle Michelin o arcobaleni Gambero Rosso (più o meno uguale per un profano come me). Di conseguenza ciò che si pretende dal personale deve necessariamente rispecchiare il target della clientela.

Giusto? Quasi.

Poi c’è il contrappasso dantesco: pagamenti in voucher, in ritardo, in nero. Orari di 10-12 ore al giorno, niente contratti (o niente contratti seri), minacce di licenziamenti.

E non sto parlando solo dei camerieri, come potreste pensare. Parlo dei caposala, maitre,  dei cuochi. Un pò tutti.

E non parlo solo del ristorantino in periferia. Ne ha parlato anche Report, andatevi a rivedere la puntata.

Se davvero la ristorazione è l’unica cosa seria in Italia allora perchè non viene trattata seriamente?

T. non vuole più lavorare in questo campo. E sono sicuro che non è la sola. Chissà in quanti, dopo un anno di lavoro (10 ore al giorno per 600 euro in nero) iniziano a provare disgusto. Poi leggono che in Germania o nelle crociere si viene pagati il triplo e iniziano a provare odio.

T. mi ha insegnato molto riguardo al suo ex-mondo. E mi ha raccontato tutto sul Sushi. Storie, pratiche, ricette, molti nomi di chef famosi con i quali ha lavorato. La differenza tra gli ingredienti. Ad essere sincero ho capito il 30% di quello che ha detto. Ma è colpa mia, sono la peggior persona da portare fuori a cena. Detesto tutto quello che riguarda l’alta cucina, non ho mai visto Masterchef e preferirei una pizza a qualunque aragosta pescata viva nei mari cristallini delle hawaii. Nonostante ciò T. è riuscita a farmi venire fame.

Se hai tempo e sai un minimo d’inglese leggi qui per approfondire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

AMERICA ON COFFEE

Americans' daily coffee ritual.....A communal enjoin!

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

FUC

Future Under Construction

Lavoro Esaurito

Cronache dai più assurdi colloqui di lavoro

Il suono della parola

blog dedicato a Guido Mazzolini

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

Bellezza & Benessere

La Sareètt in The Wonderland

opinionevent

L'evento con l'opinione intorno.

Chiara Monique

Official Blog

30 anni disoccupata

un blog per condividere sfighe e dolori di una trentenne disperata

La divina carriera

Consigli per la tua vita professionale

Topgonzo's Blog

Antologia di topogonzo (e nugae varie)

Il colibrì

L'Economia e la Politica alla portata di tutti

Bad Work

Come sopravvivere ai lavori di merda

agores_sblog

le parole cadono come foglie

Il lavoro quando non c'è lavoro

Cercare il Sacro Graal in confronto sarebbe una passeggiata.

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: