[Guide] Ma vaffanCuneo (fiscale)

E’ strano quando ti accorgi che i cattivi maestri sono sempre lì, intorno a te. Leggi il giornale, con attenzione, e scopri che ogni volta che il professorone di turno getta al vento le sue “idee innovative” o le sue “soluzioni” sta solo ripescando dal fondo del barile.

Il Ministro dell’Economia Padoan, ad esempio. Ha trovato una soluzione al problema della crescita economica in Italia, grazie a una possibile riduzione del “cuneo fiscale”.

Giusto no? 

Ma sapete almeno di che si tratta? Oppure siete lì che giocate a clash qualcosa, a vedere video di gattini, tutorial di chissenefrega?

In breve, si tratta delle tasse che paga il datore di lavoro per ogni lavoratore assunto. Immaginiamo che io assuma Nino per scrivere articoli per Bad Work, assunzione con Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Per rispettare il contratto dovrei pagarlo, ad esempio, 1000€ al mese. Per lo stesso lavoratore, inoltre, dovrei pagare circa 500€ di tasse (previdenza sociale in primis). Quindi Nino mi costa 1500€. Nel caso in cui il lavoro di Nino mi produca profitti per 1501€ al mese, allora guadagno, al di sotto di questa cifra, perdo.
Fin qui ci siamo? Vi voglio svegli.

Ti pago 1000 ma mi costi 1500. Questo vale ovunque, per tutti i lavori. Chi è onesto segue le regole, pretende il massimo dal lavoratore che deve colmare questo divario, e qui si parla solo di produttività del lavoro.

Chi non è onesto fa diversamente. Ti pago 500 anche se nel contratto c’è scritto 1000, ti assumo senza contratto, non ti verso i contributi previdenziali, ti nego le ferie, malattia o maternità. Altro? Delocalizzo in Albania, assumo cinesi, assumo con stage, cerco fondi europei, aspetto i bandi per i tirocini. Ancora? Licenzio metà del personale, gli altri lavorano il doppio, ti faccio lavorare anche il sabato, pausa pranzo di un ora in ufficio, niente ticket pranzo, taglio i servizi, niente manutenzione degli ascensori, niente misure antincendio, niente pc nuovo, niente telefono aziendale.

Che le aziende italiane abbiano numerosi problemi, è assodato. Che l’eccessiva pressione fiscale sia uno di questi, accompagnata dalla medievale burocrazia, lo sappiamo tutti.

Poi arriva una boccata d’ossigeno: il ministro decide di abbassare le tasse sul lavoro. Quindi immaginate che Nino riceve sempre 1000 ma io pago solo 200 in più. Meglio vero? Magari si possono evitare alcuni degli “stratagemmi” di cui sopra. Magari qualche impresa estera arriva ad investire in Italia, magari si fa qualche assunzione in più.

Poi, sempre il ministro, dichiara un possibile aumento dell’IVA. E si ritorna al punto di partenza. Il ragionamento del ministro è quello di un ragioniere, con il suo excel con le colonne Entrate e Uscite. La somma deve fare 0. Quindi se taglio qui, riempio là. Taglio le tasse sul lavoro e inserisco più tasse su tutto il resto.

E’ la versione economica del Gattopardo, tutto cambia affinché nulla cambi. 

Mi dispiace Nino, ma sei licenziato.

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