[Storie] Consulenza

C’è una prima volta per ogni cosa.

Inizi un lavoro nuovo, vedi gente nuova, fai cose nuove. E’ la routine, e non ci avevo riflettuto bene come l’altro giorno.

E’ stato un giorno di novità, ed è stato anche bello. Ho pubblicato il primo articolo per il blog aziendale (quindi finalmente mi pagano per scrivere) e ho fatto la prima consulenza telefonica.

Il capo mi chiede un favore (e se il capo ti chiede un favore tu gli dici di si, sopratutto se ti va di farlo), dovevo “istruire” un suo dipendente, per un’altra attività.
Il giovane, L, è alle prime armi con il Web Marketing, come lo ero io due mesi fa. Ora non sono affatto un esperto, ma – come dissi – “sopravvivo”.

Non si è mai troppo esperti, e un poco di umiltà non fa mai male a nessuno.

Lui è davvero alle prime armi, se ne intende di grafica ma non di Marketing (no, non sono la stessa cosa). Iniziamo così una lunga telefonata (52:32) sui rudimenti dell’email marketing, sui portali, sullo SPAM, best practices ed errori comuni. Piano piano, un passo per volta.

E’ stata la prima volta che ho fatto una consulenza del genere. E sinceramente mi sono divertito. Spero capiti anche a voi, qualcuno vi chiede di dargli le basi di qualcosa, qualcosa che voi amate e che avete appreso. Il mio problema è che ho dovuto apprenderle con fatica, le cose che ho detto. Certo, non fatica erculea, ma fatica.

In ogni caso è stato un esito win-win. Lui ha preso appunti (lo sentivo che scriveva) e io ho ripassato un paio di cose, oltre ad avere un contatto per un grafico (può sempre servire).

La cosa più interessante è stato il cambio di prospettiva: tutti riceviamo email, tutti ci iscriviamo a newsletter, tutti clicchiamo su qualcosa. Ma se le cose le vedi “dall’altro lato”, se quella mail la scrivi tu, se il blog lo scrivi tu, se sei tu a scrivere tutti i codici per la SEO, allora li vedi da una prospettiva diversa. E tutto ti appare chiaro.

Tempo fa, quando lavoravo come Recruiter, vedevo le cose “dall’altro lato del tavolo”, non scrivevo il mio CV, leggevo quelli degli altri. E così via. Ovviamente un giudizio si crea anche attraverso questo cambio di prospettiva, trovarsi dai due lati dello schermo, del tavolo, del telefono.

E voi, ci avete mai provato?

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